giovedì, febbraio 25

Dedicato ad un imbecille


In giro per la rete, si sa, si trovano paranoici di ogni ordine e grado pronti a sostenere a spada tratta le teorie complottistiche più bislacche. Una di queste è la famosa teoria secondo cui le scie di condensazione degli aerei non sarebbero tali, ma "chimiche" e destinate a provocare ogni sorta di sfracelli nelle nostre vite. E' una panzana che circola da tempo ed è ormai avviata sul viale del tramonto, ma qualcuno riesce ancora a farci due soldini vendendo libri e DVD mentre altri (il caso è recentissimo) provano a cavalcare le scie per vedere se riescono a recuperare al volo i voti di qualche gonzo boccalone alle prossime regionali. Per le persone di buon senso, invece, queste idiozie sono solo un simpatico passatempo e, di tanto in tanto, una discreta fonte d'ilarità. E' il caso di un commento apparso di recente su uno dei più noti blog complottisti, dove l'utente Rolle2007 presenta un paio di foto malamente ritoccate in coda di quello che ha tutta l'aria di essere un Airbus A380 che vola tranquillo in crociera ai consueti 11-12.000 metri, dicendo che lui lo chiama "il bianco culo corto ala larga" (ognuno si esprime come può...) e che sicuramente "NON E' UN AEREO DI LINEA!" Da dove costui ricavi quest'ultima certezza non è dato saperlo, ma per quel che riguarda l'aereo desidero dedicargli uno scoop ancor più sensazionale e riservatissimo: nientemeno che un Hortenshop, ovvero uno degli ultimi progetti segreti dei fratelli Horten che solo oggi, a settant'anni di distanza, è stato possibile realizzare grazie alle più moderne tecnologie e, in particolare, a Photoshop.

mercoledì, febbraio 17

Carnine bianche



Penso che l'ultima performance televisiva del noto esperto (?) culinario Beppe Bigazzi sia nota un po' a tutti. Per chi ne fosse all'oscuro, ha brevemente spiegato al colto e all'inclita come, nella tradizione italiana, si cucinano "le carnine bianche" del gatto.
Come gattolico integralista (sono posseduto da ben cinque felini...) e per di più toscano, lipperlì sarei stato tentato di reagire con un bel: "Oh Bigazzi, cucina un po'hino ir budello de tu' mà!" Ma poi ho pensato che questo bischeraccio non meritasse tanta attenzione. Si possono fare tutte le considerazioni che si vogliono, si può dire che la reazione degli animalisti è stata eccessiva perché se è pur vero che da noi il gatto (come il cane) è considerato "animale d'affezione", in altri paesi ed in altre culture non è così: in Africa mangiano i topi, in Thailandia le cavallette, in Cina i cani e quindi queste reazioni sono dettate esclusivamente dai nostri condizionamenti culturali. Tutto vero, tutto giusto! Ma se dev'essere così, allora pretendo che ci si possa spingere sino alle estreme conseguenze e per un Bigazzi che decanta le virtù delle "carnine bianche del gatto", vi possa essere anche chi, con dovizia di particolari, illustra le qualità delle "carnine bianche dei bimbi", notoriamente povere di colesterolo e ricche di proteine. Perché Bigazzi sì e Idi Amin no? Basta con i condizionamenti culturali! Lo capì anche Jonathan Swift, quando propose di risolvere la fame cronica del popolo irlandese cucinandone i bimbi più teneri. L'unica differenza sta nel fatto che quella di Swift era una feroce denuncia dell'oppressione inglese sotto forma di pamphlet paradossale, quella di Bigazzi, invece, è semplicemente una coglionata uscita dalla bocca di un vecchio imbecille.

lunedì, febbraio 8

venerdì, gennaio 15

Pishing Follies


Come tutti ricevo la mia buona dose di tentativi quotidiani di phishing ed inculature varie: Poste, banche, truffe alla nigeriana, Valentin e Elena che vogliono una stufa ma andrebbero meglio i soldi, ecc. ecc. Ormai non ci faccio neanche più caso e butto tutto nel cestino quasi in automatico.


Ultimamente però sono stato colpito dalla fascinosa Mireille Dadiè da Abidjan che mi manda anche quattro foto (è davvero un bel cioccolatino, mmmh!) e che mi dice che se l'aiuto a recuperare il paio di milioni di Euro che le ha lasciato il papà e che per qualche misteriosa ragione lei non può ritirare, me ne dà 35.000. La cifra non è un granché, ma Mireille è buona e generosa e quindi mi lascia intendere che se sarò molto carino con lei, chissà... Potrebbe addirittura decidere di condividere con me il malloppo e donarmi il suo palpitante cuoricino con annessi e connessi! Non avevo ancora fatto in tempo ad esaminare quest’allettante proposta in tutte le sue promettenti sfaccettature, che ne ho subito ricevuto un’altra che mi ha lasciato letteralmente sconvolto. Eccola qui:



L’italiano è un po' claudicante, quindi provo ad interpretare:

Signore e Signori, buongiorno! Siamo lieti d’informarVi che, nel caso in cui doveste aver bisogno di un finanziamento da 2.000 a 1.700.000 Euro, la nostra Società sarà ben felice di venirvi incontro prendendovi a pernacchioni. Pertanto, se siete veramente fatti, o meglio ancora stra-fatti (ma va bene anche semplicemente ubriachi), potete farci pervenire la Vs. richiesta completa di tutti i dati in calce.

Mi chiedo: quanti aderiranno a questo allettante programma finanziario? Mah...

venerdì, maggio 29

Lettera a Papi



Caro Papi,
purtroppo sei talmente fissato con la tua idea di antipolitica che della buona, vecchia, Prima Repubblica non hai saputo assimilare neppure quelle poche, ma utilissime (nel tuo caso) regole di comportamento. Tu ti esibisci platealmente, ti fai cogliere come un ragazzino con le mani dentro alla marmellata. Ora, piano piano, come in uno stillicidio, stanno uscendo tutti i particolari dei crapuleschi baccanali in giro per le tue innumerevoli residenze. Sei costretto a giustificarti arrampicandoti sugli specchi, spergiurando che tu, con le minorennni... tsk, tsk, tsk... così non va, mi spiace. Avresti dovuto imparare dai vecchi "democristoni", invece! Fra di loro potevi trovare autentici esperti nella raffinata arte del peccato: porcaccioni lussuriosi, tossicomani, omo, bi e trisessuali, pedofili incalliti, coprofili, zoofili.... avresti potuto quasi pensare che Krafft-Ebing, per scrivere il suo "Psychopathia Sexualis" si fosse ispirato a loro studiandone attentamente i comportamenti come fa l'etologo col babbuino. Eppure... ti risulta che mai uno di essi sia stato colto con le mani nel pac... pardon: nel sacco? Mai una volta! Su di loro se ne dicevano di tutti i colori, si conoscevano i nomi, i cognomi ed i vizi, fiorivano addirittura barzellette, però mai un'intercettazione, mai una foto, mai uno straccio di prova. Autentici professionisti, credimi! Loro, all'alba, dopo la crapula, si presentavano in chiesa a testa alta e facevano la comunione. Tu, invece, neanche quello ti puoi permettere, che per la Chiesa, grazie ai tuoi due matrimoni, sei un peccatore che non si può accostare ai Sacramenti. Ne soffri, vero? Peggio per te, la colpa è solo tua perché sei un povero dilettante, una macchietta.
Se Alberto Sordi fosse ancora vivo sicuramente proverebbe una punta d'invidia nei tuoi confronti. Perché lui, che pure seppe incarnare così bene i peggiori vizi degli italiani, ti troverebbe assolutamente inarrivabile.

martedì, maggio 19

La voce del padrone non è digitale

video

Alcuni giorni fa mia moglie ha riportato da Praga un grammofono come questo, che avevo acquistato da un rigattiere di Vinohrady l'inverno scorso e lasciato a casa di amici perché ero già stracarico di bagagli. Si tratta di un "His Master's Voice - Model 101" prodotto in Inghilterra dal 1927 al 1931 e venduto, all'epoca, da un negozio praghese la cui etichetta metallica fa ancora bella mostra di sé di fianco al piatto. Roba da signori, in quegli anni: in Inghilterra il Model 101 rivestito in pelle nera (come il mio) costava 7 sterline. Se lo volevate blu (come quello del video) oppure bordeaux, dovevate tirare fuori altri 50 pences. Poca roba? Mica tanto, se si pensa che gli stipendi medi di quegli anni si aggiravano sulle 2-3 sterline al mese! Io l'ho pagato una sessantina di Euro ed ho fatto un ottimo affare dato che è in condizioni perfette mentre su Internet ho visto esemplari in condizioni precarie venduti a 120-150 Euro. Ieri, mentre lubrificavo gli ingranaggi e lucidavo l'esterno con la cera per la pelle, mi sono casualmente ritrovato a riflettere su di una e-mail di lavoro che ho ricevuto la settimana scorsa da parte di un "povero bischero". Mi scuso per la definizione un po' sbrigativa, ma non saprei come altrimenti definirlo. Eccola qui:

Salve,
ho visto la pubblicita' della vostra rivista sul sito ................ Scusatemi se vi faccio "perdere tempo" perche' non ho intenzione di comprare la vostra rivista, il motivo per cui vi scrivo e' per una mia semplice curiosita': ma non pensate che una rivista cartacea sia ormai "superata"? Per di piu' pubblicizzata su un Forum di Modellismo dove ogni giorno migliaia di utenti pubblicano informazioni, news, consigli ed esperienze? Gratis! Ed il ................ non e' l'unico luogo, esistono forum come .................. o .................... luoghi dove reperire o richiedere informazioni. Se poi si conosce l'inglese la lista dei posti dove ricercare notizie si estende a dismisura... insomma chiedo a voi (come vorrei chiedere a tutte le testate giornalistiche "cartaceee") ma vi pare una via ancora valida da seguire quella di arrivare all'utente finale sotto forma di rivista in edicola se la stessa identica cosa (forse perfino migliore) si puo' procurare liberamente e gratuitamente online? Non era meglio aprire un sito internet ben strutturato con il quale guadagnare con la pubblicita' e con le affiliazioni ai siti che commerciano in modellismo?
Perdonate la mia intrusione solo che la domanda mi e' sorta spontanea...

Saluti
(segue firma)

Che diavolo c'entra il mio grammofono d'antan con queste poche (ma ben confuse) idee espresse in maniera un po' sgrammaticata? Beh', tocchiamoci le palle ed ipotizziamo che il 21 dicembre 2012, come previsto da qualche squinternato convinto di averlo letto sul calendario dei Maya, un cataclisma sconvolga la terra e buona parte della razza umana (incluso il sottoscritto ed i suoi affini) venga annientata. La mia casa scomparirebbe in una nuvola di macerie. I miei computers e tutte le diavolerie elettroniche di cui mi circondo finirebbero in briciole con me ed anche il povero "Model 101", pur passato indenne attraverso una guerra mondiale, l'occupazione tedesca prima e quella sovietica poi, non sopravvivrebbe al colpo finale. Ipotizziamo però che per uno di quegli strani scherzi che a volte fa il destino, uno dei fragili 78 giri di gommalacca si salvi e resti integro sotto ad un mucchio di terra assieme ad uno dei tanti CD dei quali la mia casa è piena. Dissolvenza a nero. Titolo: "2500 anni dopo". Scena: scavi archeologici in quella che 2500 anni prima era una zona urbanizzata dell'alto Lazio. Giovane e bella archeologa (potendo scegliere...) al lavoro fra i ruderi di quella che in tempi remoti doveva essere una civile abitazione. Improvvisamente, da una cavità sotto ad una trave portante in cemento armato, emergono due oggetti che la ragazza non ha mai visto prima. Si tratta di due discoidi di differenti dimensioni, con un foro al centro. Quello più piccolo è fatto di un materiale translucido che un tempo forse è stato trasparente ed è ricoperto da una sottilissima lamina metallica che, esposta all'aria, si sfalda e si polverizza all'istante. Cosa fosse ed a cosa potesse servire è un mistero probabilmente destinato a rimanere tale. L'altro discoide è più interessante: più grande e pesante, è nero e lucido ed ha una curiosa superficie ricoperta da una fitta spirale di solchi grandi quanto un capello che, sotto ad una potente lente d'ingrandimento, mostrano di essere pieni di ondulazioni irregolari. Al centro vi è un foro, più piccolo di quello del discoide translucido, circondato da un cerchio rossastro di qualche centimetro di diametro sul quale si riesce ancora ad intravedere una curiosa immagine formata dalla testa di un cane (s'intuisce anche il corpo, ma è troppo rovinato) che osserva attento un curioso oggetto imbutiforme. Attorno all'immagine si riconoscono alcuni caratteri dell'antichissimo alfabeto usato da quelle popolazioni, ma di quelli se ne occuperanno i paleografi. La nostra bella archeologa invece è affascinata dal mistero di quei solchi pieni di polvere e detriti. Li pulisce un po' col pennellino di martora, ma in alcuni punti le incrostazioni sono molto resistenti. Cerca qualcosa per grattarle via, ma non ha nulla a portata di mano eccetto il suo tesserino di riconoscimento in sottilissimo, ma resistentissimo materiale plastico. Inserisce un angolo del tesserino in un solco e mentre spinge via i detriti sente una lieve ma ben distinta vibrazione fra le sue lunghe dita affusolate. Emozionatissima, ci riprova lungo un solco più pulito del precedente. MUSICA! Non c'è più alcun dubbio: quelle vibrazioni non sono altro che musica incisa in quei solchi che oggi la restituiscono pressoché intatta dopo oltre due millenni!

Ora capisci perché, mio povero bischero, a dispetto delle tue superficiali e grossolane convinzioni, io e tanti altri a questo mondo continuiamo ad avere una fede cieca nella carta stampata? Perché se tutto fosse digitale, on-line ed "in tempo reale", nel giro di pochi anni lo scibile umano sarebbe FUBAR: "Fucked Up Beyond All Recognition". Se gli Esseni avessero usato i floppy disks al posto dei rotoli di rame, magari oggi la Chiesa non si troverebbe di fronte a documenti per Lei imbarazzanti, se gli egiziani avessero archiviato tutto su CD invece che sui papiri, oggi di loro sapremmo molto meno di quel poco che già sappiamo e se Leonardo, invece di scrivere in maniera speculare si fosse affidato ad un buon programma di criptazione per poi archiviare tutto su DVD... ti saluto! La rivoluzione digitale ha cambiato il mondo nell'arco di pochissimi anni, ma questa tecnologia ha un limite enorme: è volatile, non duratura. Chi non è stupido lo ha capito da un pezzo e si guarda bene dall'abbandonare i vecchi, tradizionali strumenti analogici. E' anche per questo, cari bischeri di tutto il mondo, che io continuo a pubblicare riviste di carta e a dormire sonni tranquilli mentre Glenn Miller, incurante degli anni che passano e dell mistero che avvolgerà per sempre la sua scomparsa, continua a suonare Chattanooga-Choo-Choo.

giovedì, luglio 31

Il popolo più imbecille del mondo

video

Gli americani mi lasciano sempre sconvolto perché non hanno mezze misure: da un lato sono in grado di donare al mondo capolavori assoluti in campo letterario ed artistico, dall'altro volano spaventosamente bassi tuffandosi in incredibili abissi d'imbecillità.
Guardate qui...