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La costa a sottovento

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Qualche capitolo addietro si è parlato di un certo Bulkington, un marinaio alto, appena sbarcato, che incontrammo a New Bedford nella locanda. Quella notte gelida d'inverno, quando il Pequod spinse la prua vendicatrice nelle onde fredde e maligne, chi mai dovevo vedere al timone: Bulkington! Considerai con simpatia, ma con stupore e paura reverenziale, quest'uomo che in pieno inverno, appena tornato da un viaggio di quattro anni così pericoloso, poteva senza pace rimettersi in mare per un altro ciclo di tempeste. La terra pareva bruciargli sotto i piedi. Le cose più degne di ammirazione sono quelle che non si possono esprimere, i ricordi indimenticabili non vogliono epitaffi; queste quattro dita di capitolo sono la tomba senza lapide di Bulkington. Dico soltanto che accadeva di lui come di una nave squassata dalla tempesta, la quale miseramente avanzi lungo la costa, sottovento. Il porto le darebbe volentieri soccorso; il porto è pietoso, nel porto c’è sicurezza,...

La Giornata Mondiale del Gatto

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Oggi, venerdì 17 febbraio 2006, è stata decretata la "Giornata mondiale del gatto". Non so se sia un caso, ma certo che per i superstiziosi è davvero una beffa! A me, che adoro i gatti neri e che se posso di venerdì 17 cerco di volare in aereo perché ci sono sempre un sacco di posti liberi, non può fare che un enorme piacere. E allora Auguri Soufflé! Questa sera, per cena, petto di tacchino alla piastra e come aperitivo una grande poesia: Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; ritira le unghie nelle zampe, lasciami sprofondare nei tuoi occhi in cui l'agata si mescola al metallo. Quando le mie dita carezzano a piacere la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano s'inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato, vedo in spirito la mia donna. Il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo, amabile bestia, taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa un'aria sottile, un temibile profumo ondeggiano intorno al suo corpo...

The Old head of Kinsale

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A me piace molto viaggiar e e dei lu oghi che vado a scoprire cerco di captare il più possibile: lingua, tradizioni, odori, sapori. Non sono uno di quegli italiani che una volta varcati i confini nazionali vanno subito in crisi d'astinenza da fettuccine e caffè espresso. Intendiamoci, le fettuccine e la pasta in genere mi pia cciono da morire (del caffé invece mi frega poco: preferisco il tè), adoro la cucina italiana, ma sono molto curioso ed aperto alle scoperte di tutti i generi, ivi comprese quelle di carattere alimentare. A quelli che quando vanno all'estero: "Qui si mangia da fare schifo!" - "Non si ries ce ad avere un piatto di spaghetti decente!" - "Il caffè è una brodazza!" - "Perché mi hanno portato una sola fetta di pane?" ... e via di questo passo, semplicemente leverei il passaporto, come ai delinquenti. Ma se non ti piace nulla, se tutto ti fa schifo, se ti mancano tanto le penne all'arrabbiata... che cazzo ci sei andat...

Eeeeeetciù!!!

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Al ritorno da Norimberga, la settimana scorsa, mi sono beccato un raffreddore fulminante. Chi mi conosce lo sa: i miei raffreddori sono veri e propri "rino-tsunami" che mi mettono regolarmente fuori uso per qualche giorno. In compenso, l'occhietto di Soufflé migliora (perdonate il bisticcio...) "a vista d'occhio". L'herpes aveva provocato la sovrapposizione delle palpebre, un problema risolto chirurgicamente dal nostro "veterinario di campagna". L'ho messo volutamente fra virgolette perché questa definizione, che pure risponde perfettamente alla verità, è stata usata in senso dispregiativo un po' di tempo fa da una persona. Ma qui mi dovrei addentrare in una storia dolorosa che magari affronterò in un prossimo futuro. Per il momento mi limito a dire che il veterinario in questione sarà pure di campagna, ma come chirurgo ha la mano decisamente felice. Lo scorso autunno due nostri amici hanno trovato un gattino bianco e rosso in condizio...

Mr. Martini, I suppose!

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A Norimberga non sono riuscito a scrivere più nulla perché c'erano continui problemi di collegamento con Blogspot e di tempo da perdere ne a vevo davvero poco. Non tornerò sui dettagli della Fiera perché in questo bl og voglio che il mio lavoro entri solo sporadicamente. Dirò soltanto che è davvero un peccato che questa bella città oggi venga ricordata solo per i suoi cupi legami col Terzo Reich e per il processo che ne segnò la tragica fine. Sarebbe molto meglio poterla citare per essere stata la città natale di Albrecht Dürer (a si nistra, un autoritratto), uno dei più imp ortanti artisti del Rinascimento ed uno dei più grandi incisori che la storia ricordi, ma nella vita è sempre più facile ricordare le cose brutte che quelle belle. Insomma, ci sono molti validi motivi per visitare Norimberga e la Fiera non è sicuramente il primo, anche perché se non siete un giornalista o un operatore d el settore non vi faranno entrare. Ad ogni modo, se vi trovate a passare per questa mag nif...

Il muro di Norimberga

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D'accordo, e' un muro italiano ed io sono a Norimberga, ma e' davvero la migliore degli ultimi giorni, non trovate? D'altro canto non saprei davvero cosa far vedere di questa fiera che cosi' sotto tono non era mai stata. Di aeromodellismo vero poco e niente, ma in compenso anche gli "aero- giocattoli" segnano il passo. E' cosa comune vedere lo stesso modello (di produzione cinese, of course) riproposto in salsa differente da due o tre aziende diverse. Al di la' dell'aeromodellismo, quest'anno vanno forte i robot. Ne hanno sia Graupner sia Hitec, stranamente molto simili (figli dello spionaggio industriale? Direi proprio di si!). Allo stand Hitec viene proposto ciclicamente (ogni ora) un divertente spettacolo di "ginnastica artistica" a cura dei robottini. Davvero simpatico e rasserenante, in questo panorama deprimente. Se ci riesco, domani metto una foto. Il volo Roma-Norimberga e' stato piacevolissimo, a parte la solita testa...

Norimberga, 1978

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1° luglio 1978: Zeppelin Feld, Norimberga. Di fronte all'imponente struttura marmorea che solo 40 anni prima era stata sede delle adunate oceaniche del Terzo Reich, ci sono ancora una volta oltre 100.000 giovani ariani (?) schierati. Questa volta, però, hanno pagato il biglietto per entrare e vedere una leggenda vivente: il "giudeo" Robert Zimmermann, ovvero Bob Dylan. Quando si dice l'ironia della sorte, eh?!? Lì in mezzo ci sono anch'io, con altri tre amici che insieme a me si sono sobbarcati un massacrante tour de force Roma-Norimberga sulla mia ormai famosa A112 rosso pomodoro. Di lì a pochi giorni devo partire per la naja e l'occasione di vedere per la prima volta uno degli "eroi" della mia generazione non me la perdo di sicuro! Di quel concerto mi rimangono un bellissimo ricordo e poche foto ingrigite. Se solo avessi immaginato che, a partire dal 1994, a Norimberga ci sarei tornato tutti gli anni all'inizio di febbraio... Già perché q...